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Cloud e digitalizzazione: avanti tutta

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Uno studio rilasciato da Microsoft e The European House-Ambrosetti  illustra la situazione del cloud e della digitalizzazione in Italia e nel mondo. Negli ultimi 6 mesi, il business delle aziende ha virato fortemente online. Internet è diventato ancora di più luogo di aggregazione e di incontro tra domanda e offerta. Tutto questo è stato possibile grazie al cloud computing ed alle tecnologie che lo abilitano. Vediamo l’impatto della diffusione del cloud sul sistema economico italiano ed in che modo è possibile (e necessario) sfruttarlo per rilanciare il Sistema Paese.

Cloud e digitalizzazione: avanti tutta

Il cloud come opportunità concreta di crescita e rilancio del sistema Italia.

Volendo sintetizzare al massimo le 174 pagine dello studio Microsoft-Ambrosetti, il concetto che passa con forza, dai grafici, dalle proposte e dai casi reali raccontati, è proprio questo.
Chi saprà cogliere l’opportunità offerta dalla tecnologia e dal cloud avrà ampi spazi di crescita.

Un paio di numeri

Dallo studio sulla situazione del cloud e digitalizzazione nel nostro Paese, il primo dato che emerge è che solo il 22,5% delle imprese italiane utilizza il cloud.
Ammettiamolo, non è un dato esaltante. L’Italia risulta molto indietro rispetto alla media europea.

Nel 2018 il Regno Unito risulta essere il primo Paese con il 41,9% delle aziende che hanno acquistato servizi Cloud – valore superiore di circa 15 punti percentuali (p.p.) rispetto alla media europea (26,2%). L’Italia (con il 22,5% delle imprese) si posiziona al dì sotto della media UE28, con un delta negativo di circa -4 punti percentuali.

Proseguendo:

Al tempo stesso bisogna sottolineare che l’Italia ha fatto segnare la crescita in punti percentuali minore rispetto al 2016 – la quota di aziende che ha acquistato servizi di Cloud Computing è cresciuta di un solo punto percentuale. La crescita nel periodo 2016-2018 registrata negli altri Paesi è superiore rispetto a quella italiana: Germania +6,2%; Spagna +3,7%; Francia +2,3%. Questa tendenza evidenzia che, se l’Italia non incrementerà significativamente il tasso di adozione dei servizi di Cloud Computing nel prossimo futuro, ben presto saremo sorpassati da tutti gli altri Paesi.

Il Cloud come risorsa strategica

Nonostante il cloud abbia dimostrato, soprattutto negli ultimi mesi, di essere una risorsa strategica per reagire rapidamente al cambiamento,

il 30,4% delle piccole e medie imprese dichiara di non aver adottato alcun tipo di soluzione Cloud e solo il 17,4% considera il Cloud Computing una risorsa strategica per la propria crescita.

Perché c’è ancora tutta questa resistenza nei confronti del cloud?

Ostacoli e benefici del cloud in Italia

Possiamo, per semplificare, individuare 2 principali ostacoli: uno di natura strutturale, l’altro economico.

Il primo è legato alla diffusione della banda: solo 1 azienda su 3 ha accesso alla banda ultralarga.
Una parte della responsabilità è dato anche dalla latenza di rete. Lo sguardo è rivolto al 5G, ma nel frattempo il cloud a livello enterprise viaggia a 2 velocità.

Il secondo ostacolo è rappresentato dai costi elevati del passaggio al cloud, soprattutto per quanto riguarda la consulenza, l’adeguamento delle infrastrutture e la preparazione delle risorse IT.
Di contro, la quasi totalità delle imprese del campione intervistato individua come principali benefici derivanti dal cloud:

  • ottimizzazione nella gestione dei picchi di lavoro
  • maggiore controllo dei costi
  • miglioramento della sicurezza informatica

Di fatto, si tratta di aspetti da sempre cruciali per le organizzazioni, ma che sono emersi con forza durante la pandemia.

Cloud e digitalizzazione: da opzione a necessità

La pandemia ha dimostrato che la digitalizzazione ha permesso a tantissime realtà di sopravvivere all’onda d’urto del Covid19 e continuare a lavorare.

Tutti ormai hanno compreso che la digitalizzazione non può essere più considerata un’opzione, bensì una necessità.
In questo, il Recovery Fund giocherà un ruolo importante: la digitalizzazione è uno degli obiettivi principali sui quali dovranno essere investite le risorse europee.

le Linee Guida prevedono l’informatizzazione della pubblica amministrazione; il completamento della rete nazionale in fibra ottica e interventi per lo sviluppo delle reti 5G. In tal senso è importante garantire a tutte le imprese una connessione certa, sicura e veloce

Digitalizzazione, quindi, come innovazione ed acceleratore di competitività delle aziende italiane, come ribadito anche dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, intervenuto al forum Ambrosetti di Cernobbio, in occasione del quale ha spiegato come verranno usate le risorse europee, indirizzate soprattutto ad incentivare ed accelerare la digitalizzazione in Italia.

Cloud e digitalizzazione secondo Microsoft-Ambrosetti

Lo studio suggerisce 3 aree di intervento concreto:

  • favorire la migrazione al cloud della PA, attraverso un piano di migrazione della Pubblica Amministrazione sul cloud di orizzonte triennale
  • incentivare l’adozione di soluzioni cloud da parte delle PMI, soprattutto per i servizi ad elevato valore aggiunto
  • creare un piano integrato per lo sviluppo delle competenze digitali a 360°, rivolto a studenti, lavoratori e cittadini, attraverso la costruzione di programmi ad hoc per le scuole

Cosa chiedono le aziende al cloud

Si è detto che il cloud nelle imprese italiane viaggia a 2 velocità.

Da una parte, ci sono quelle che sono ancora diffidenti nei confronti del cloud, che al massimo lo utilizzano per servizi “basici”(un esempio può essere quello della posta elettronica) e quelle che, al contrario, non solo sono passate al cloud in tempi pre-covid, ma sempre più ricercano flessibilità e sicurezza per i loro ambienti cloud.

Proprio sulla flessibilità e sulla sicurezza ci siamo basati per creare, oltre 10 anni fa, il nostro Flexcloud.

I dati che attualmente circolano sul web sono talmente tanti che per calcolarli è nata una nuova unità di misura: lo zettabyte.

“Per avere un’idea pratica della quantità di dati che 1 zettabyte esprime, basti pensare che questo corrisponde a circa 180 milioni di volte le documentazioni conservate nella Biblioteca del Congresso di Washington”.

Questi volumi non determinano solo problemi di capienza, ma anche di accessibilità.
I tempi di latenza, uniti alla necessità per molte aziende di conservare i propri dati all’interno dei confini nazionali per motivi di privacy, hanno fatto sì che negli ultimi anni si sia sviluppato l’edge computing, ossia un cloud di prossimità.

Flexcloud è, da sempre, vicino ai propri clienti, anche geograficamente.
I nostri data center sono dislocati sul territorio nazionale, per garantire prossimità geografica ai propri dati ed un abbattimento dei tempi di latenza.

Sempre più clienti passano al nostro cloud; contattaci per approfondimenti

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Alcune delle fonti consultate

Microsoft
Italiaonline
Ambrosetti
Tom’sHardware
Digital4biz
Wired
Il Corriere della sicurezza
Agenda Digitale
Wikipedia