Passare a una nuova piattaforma di marketing automation è uno step fondamentale per la crescita di un e-commerce, ma è anche una fase estremamente delicata. Un processo di migrazione, o onboarding, richiede un progetto strutturato con l’obiettivo di garantire una transizione tecnica e operativa fluida, preservando al contempo la deliverability e l’integrità dei dati aziendali.
Ma quali sono i passaggi imprescindibili per migrare a Klaviyo senza intoppi? Ecco le fasi chiave per un onboarding di successo.
1. Le fondamenta: Configurazione Tecnica e Setup
Prima ancora di caricare i contatti, è necessario costruire fondamenta solide per migrare su Klaviyo con successo senza commettere errori. La fase di setup iniziale prevede la configurazione generale della piattaforma e un corretto settaggio dei record DNS, in particolare SPF, DKIM e DMARC. È inoltre essenziale procedere con l’attivazione del Dedicated Sending Domain all’interno di Klaviyo, una pratica fondamentale per assicurare la massima protezione della reputazione d’invio del proprio dominio.
2. Cleaning del Database e Migrazione degli Asset
Spostare il proprio database da piattaforme terze (come ad esempio Mailchimp) richiede attenzione. L’attività di migrazione comprende l’esportazione e la mappatura attenta di liste, segmenti e tag.
Un errore comune è quello di importare tutto ciecamente. Per questo, sono previsti due step fondamentali:
- Cleaning Iniziale: Prima di migrare, occorre effettuare un’analisi e una pulizia profonda dei contatti inattivi o dei “bounce storici”, così da ottimizzare sin da subito le performance di invio.
- Gestione delle Suppression List: È categorico migrare correttamente le liste di utenti disiscritti e delle email “rimbalzate” (bounce) per garantire la totale compliance legale e mantenere il database pulito sin dalla prima campagna.
3. Integrazione profonda con l’e-Commerce
Klaviyo esprime il suo massimo potenziale quando è perfettamente allineato con il sito e-commerce (ad esempio su piattaforma Magento 2 o Shopify). L’integrazione non si limita a collegare le piattaforme, ma richiede di validare il corretto tracciamento degli eventi comportamentali chiave, come Checkout Started, Added to Cart e Placed Order. Allo stesso tempo, bisogna assicurare la sincronizzazione del catalogo prodotti, verificando l’assenza di anomalie.
4. Abilitazione dell’Esperienza in Piattaforma
Una volta che l’infrastruttura tecnica e i dati sono pronti, bisogna rendere Klaviyo operativo per il team marketing. Questo passaggio prevede:
- La creazione di template e di blocchi dinamici per le newsletter.
- La migrazione e attivazione dei flussi (flow) di marketing automation.
- La ricreazione dei segmenti di pubblico.
- Il supporto nella creazione dei vari form di acquisizione sul sito, come sign-up, pop-up, form nel footer o i moduli “back in stock” per avvisare del riassortimento dei prodotti.
5. La Strategia di Warm-up: la chiave per la Deliverability
Il lavoro tecnico non finisce nel momento in cui l’account è configurato. Iniziare a inviare massivamente email da un nuovo provider (o da un nuovo dominio dedicato) senza precauzioni è un rischio enorme per la deliverability.
Serve definire e gestire rigorosamente un piano di IP/Domain Warming. Questa strategia consiste in un graduale e progressivo aumento dei volumi d’invio verso i contatti del database. Questo “riscaldamento” è l’unico modo per evitare di incappare nei filtri antispam e per massimizzare il posizionamento delle proprie comunicazioni nella posta in arrivo (inbox) degli utenti.
Conclusione
Migrare a Klaviyo non significa semplicemente esportare ed importare un file CSV. Richiede un mix di competenze sistemistiche per il setup dei domini, precisione nell’analisi dei dati, comprensione delle dinamiche e-commerce e un presidio strategico della deliverability. Affrontare questi step in modo metodico è il primo passo per massimizzare il ROI del proprio database contatti ed iniziare a mettere in campo delle strategie CRM efficaci e profittevoli.

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