VIA DEGLI OLMETTI, N 18
00060 FORMELLO (RM)
+39 06 9040661
INFO@GESCA.IT

Cosa penserebbe Seneca dello smart working?

Cosa penserebbe Seneca dello smart working?
by

Cosa c’entra Seneca con il nuovo modo di lavorare del ventunesimo secolo?
Alcune riflessioni su come usiamo il nostro tempo e su come la tecnologia può aiutarci a farne un uso migliore.

20 secoli e non sentirli

Tutto parte dalla rilettura del De Brevitate Vitae, in cui Seneca affronta il tema del tempo o, meglio, della gestione del tempo: non come la intendiamo oggi, sul lavoro, riferendosi all’ottimizzazione che se ne può fare, quanto piuttosto come valore intrinseco, inteso come qualità del suo impiego.
In una parola, la cosa più preziosa che l’uomo abbia,

..l’unica cosa in relazione alla quale l’avidità è un valore

(De Brevitate Vitae, III, 1).

Cosa c’entra, dunque, Seneca con lo smart working?

Volendo estendere il concetto della qualità del tempo alla nostra vita quotidiana, compreso quello che trascorriamo a lavoro, notiamo una certa similitudine fra la critica mossa dal filosofo vissuto nel I° secolo d.C., che condannava lo spreco di tempo trascorso in attività futili o nella ricerca spasmodica del successo, ed il concetto di worklife balance.

Trascurare ciò che è veramente importante per occuparsi di questioni di poco conto, o che si potrebbero fare in minor tempo, è un parallelismo piuttosto interessante tra ieri e oggi.

La risposta di Seneca

Partiamo da una domanda: a quanti di noi capita di dire frasi come “non ho tempo”, “vorrei, ma non riesco a seguire questa cosa”, “ci vorrebbe una giornata di 48 ore”, e così via?

Ecco la risposta di Seneca:

Non riceviamo una vita breve, ma tale la rendiamo e non ne siamo poveri, ma scialacquatori (ibidem, I°, 4).

E ancora:

Piccola parte della vita è quella durante la quale viviamo (ibidem, II°, 2).

Seneca si riferisce al tempo sprecato dai suoi contemporanei nell’ozio, nel rincorrere ricchezze, nel soddisfare la propria ambizione oppure nella mancanza di obiettivi, che li portava a disperdere tempo ed energie in attività di poco valore.

Quanto vale il nostro tempo?

Mettiamo a confronto, dunque, a distanza di 20 secoli, il messaggio di Seneca con quanto evidenziato dall’Osservatorio Smart Working, che si occupa appunto di studiare l’evoluzione del Lavoro Agile, monitorandone gli effetti su imprese e lavoratori.

Pur essendo ancora attuali le critiche mosse da Seneca, c’è un aspetto che emerge: alcune azioni della nostra vita quotidiana, anche lavorativa, per quanto necessarie, sono, per così dire, a “basso rendimento”; anzi, in alcuni casi sono controproducenti.
Per fare un esempio pratico, pensiamo a cosa significhi affrontare il percorso casa-lavoro lavoro-casa in termini di tempo e costi.
Prendiamo spunto proprio da un articolo di Osservatori.net:

“Per i lavoratori, anche una sola giornata a settimana di remote working può far risparmiare in media 40 ore all’anno di spostamenti; per l’ambiente, invece, determina una riduzione di emissioni pari a 135 kg di CO2 all’anno” .

Mettiamo per ora da parte il tema, pur importantissimo, della salvaguardia dell’ambiente e concentriamoci sul numero di ore risparmiate. Ci siamo divertiti a fare una piccola statistica “interna” e abbiamo visto che la cifra è ampiamente superata: 100 ore di media in un anno, il che significa oltre 2 settimane di lavoro, trascorse in viaggio.

Per chi, poi, è vittima (non riusciamo a trovare un termine migliore!) del traffico delle grandi città, va aggiunto un fattore non trascurabile: lo stress.
…..Iniziare la giornata con nervosismo e stanchezza non aiuta certo la produttività!

Il Lavoro Agile è legge

A fine 2017 è stata approvata la legge sul Lavoro Agile ed è cresciuta l’adozione dello smart working sia nel settore pubblico (seppur con fatica) che nelle imprese private.

Osservatori.net ci informa che “nel complesso si stimano 305.000 Smart Worker nel nostro Paese: lavoratori dipendenti che possono flessibilmente scegliere le proprie modalità di lavoro, in termini di luogo, orario e strumenti utilizzati. Il fenomeno tocca per ora principalmente il settore privato e in particolare la grande impresa, ma non è estraneo ai lavoratori della pubblica amministrazione”.
E ancora: “Miglioramento della produttività, riduzione dell’assenteismo e abbattimento dei costi per gli spazi fisici sono i principali benefici ottenibili dall’introduzione dello Smart Working nelle aziende”.

Sulla questione dell’assenteismo per ragioni di vario genere, ci piace riportare anche un’altra esperienza fatta all’interno della nostra organizzazione, che grazie allo smart working ha potuto assicurare serenità a tutte le risorse rosa durante il periodo di maternità, mantenendo inalterata produttività e performance aziendali.
L’esempio non si limita alla maternità: diverse risorse hanno chiesto di sperimentare questo nuovo modello, proprio per riuscire a gestire meglio alcuni impegni o problematiche personali che avrebbero inciso diversamente sulla presenza in azienda, intesa qui non come luogo fisico, ma come capacità di rispettare impegni e scadenze.

I vantaggi per i lavoratori si misurano anche in termini di riduzione dei tempi e costi di trasferimento, miglioramento del work-life balance e aumento della motivazione e della soddisfazione

Garantire continuità lavorativa è un vantaggio per il lavoratore e per l’azienda.

Parlando di worklife balance, riuscire a conciliare impegni privati e lavoro è una conquista non da poco, che le organizzazioni non possono più ignorare, soprattutto in tempi nei quali i ritmi già frenetici stanno rendendo sempre più difficile la gestione del tempo.

È proprio qui che entra in gioco la tecnologia.

Le tecnologie per lo smart working che semplificano la vita

Oggi moltissime aziende possono già contare su soluzioni e servizi che favoriscono l’adozione dello smart working.
Accessibilità a dati e strumenti di lavoro da remoto sono già presenti in moltissime realtà.

La digital transformation sta spingendo sempre di più verso soluzioni e modelli che tendono a semplificare ed ottimizzare i processi, mettendo in condizione le persone di lavorare e collaborare fra loro in mobilità, grazie all’uso di dispositivi mobile che permettono di lavorare da qualsiasi luogo.

I benefici dello smart working

Poter svolgere il proprio lavoro in qualsiasi luogo e con orari flessibili permette di conciliare molto meglio vita e lavoro.
Si riescono a gestire gli impegni personali senza avere lo stress del tempo che sembra non bastare mai, sfruttando anche meglio quello dedicato al lavoro, non solo in termini di quantità (zero spostamenti), ma di qualità.

Le statistiche ci dicono che il 50% degli smart worker sono pienamente soddisfatti del loro modo di lavorare (contro il 22% dei “no-smart”). I ritmi quotidiani risultano meno stressanti e le persone più gratificate e, conseguentemente, più produttive.

Altri vantaggi del Lavoro Agile

Oltre a far risparmiare energie, le ore sottratte agli spostamenti possono essere proficuamente investite in una crescita professionale, ad esempio grazie a percorsi formativi, che pure spesso risentono della mancanza di tempo di cui parlavamo all’inizio del nostro articolo e che sono così importanti sia per le imprese che per i lavoratori.

Certamente questa evoluzione del modo di lavorare richiede ancora tempo per potersi diffondere in maniera ampia nelle PMI; tuttavia, un dato ci sembra incoraggiante: negli ultimi 5 anni, gli smart worker sono cresciuti del 60%, numeri che confermano i vantaggi finora elencati per lavoratori ed aziende.

Sono queste le tecnologie che definiamo entusiasmanti, per gli effetti positivi che possiamo verificare ogni giorno all’interno della nostra organizzazione ed in quelle dei nostri clienti.

Ci piace pensare che anche Seneca, pur con le dovute differenze che impongono 20 secoli di distanza, sarebbe d’accordo con noi 😀

 

Fonti:
De Brevitate Vitae, Seneca
Osservatori.net