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Il nuovo Codice della Crisi d’impresa e l’obbligo della revisione legale

Il nuovo Codice della Crisi d'impresa e l'obbligo della revisione legale
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Approvato il Decreto Legislativo sulla crisi d’impresa, che introdurrà importanti novità nell’ambito della revisione legale, il cui obbligo viene esteso a molte più imprese. Lo scopo è quello di prevenire le conseguenze del fallimento, termine abolito dalla stessa riforma, monitorando e suggerendo azioni correttive per la salvaguardia della continuità aziendale e dell’occupazione.

Il fallimento non esiste più.

Una delle prime modifiche introdotte dalla riforma della Crisi d’Impresa è proprio quella dell’abolizione del termine “fallimento”, ritenuto di accezione troppo negativa e penalizzante, che viene sostituito dalla “liquidazione giudiziale”.

Al di là della forma, ciò che impatterà del nuovo Codice sarà soprattutto la sostanza: primo fra tutti, l’obbligo di revisione legale, che viene esteso ad una platea molto più ampia di imprese, circa 300.000 soggetti.

L’obiettivo è quello di “prevenire invece che curare”, cioè fissare e controllare una serie di parametri che consentano di intervenire prima che la crisi sia “conclamata” e porti a delle conseguenze gravose sia per l’impresa stessa che per i riflessi sull’occupazione.

Cosa prevede il Codice, in sintesi

Le S.R.L. dovranno procedere alla nomina di un Revisore Legale nel caso in cui:

  • siano tenute a redigere il bilancio consolidato
  • controllino altre società già soggette alla revisione legale
  • abbiano superato per 2 esercizi consecutivi almeno uno di questi parametri:

 

  • 4 milioni di euro (attivo e fatturato)
  • media dei dipendenti occupati nel corso d’esercizio pari a 20 unità

La nomina del Revisore non sarà, invece, obbligatoria, nel caso in cui non si superi nessuno di questi limiti per 3 esercizi consecutivi.

Obiettivo del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

Come detto sopra, queste regole fanno sì che un’impresa in difficoltà possa procedere ad una ristrutturazione precoce, ai primi segnali di  crisi, per evitare di trovarsi nella condizione di poter gestire solo la chiusura dell’attività.

A tal fine il Decreto prevede di fissare degli indicatori della crisi, dei parametri che facciano emergere l’inizio della crisi ed identificarne il livello.

Viene quindi fatta una distinzione fra:

  • stato di crisi – l’impresa presenta segnali di difficoltà che rendono probabile una futura insolvenza
  • stato di insolvenza – l’impresa non riesce più a sostenere gli obblighi di pagamento

Gli indicatori di crisi

Più nello specifico, gli indicatori sono degli indici che, tenendo conto delle caratteristiche specifiche dell’azienda, del tipo di business e degli anni di attività, fissano l’attenzione su:

  • la sostenibilità dell’indebitamento per un periodo di almeno 6 mesi rispetto ai flussi di cassa che genera
  • la consistenza di risorse proprie rispetto a quelle di terzi
  • ripetuti ritardi nei pagamenti, tenuto conto anche della consistenza e della natura degli stessi, come ad esempio le retribuzioni dei dipendenti o debiti verso i fornitori che superino quelli non ancora scaduti

Il ruolo  degli organi di controllo e dei Revisori Legali

Il compito del Revisore e degli organi di controllo è quello di favorire le procedure di allerta per la composizione assistita della crisi, svolgendo in questo un ruolo attivo e proattivo.

Presso le Camere di Commercio saranno istituiti degli Organismi di composizione, ai quali le imprese potranno rivolgersi e che avranno il compiti di gestire una soluzione stragiudiziale con i creditori entro tempi certi (3 mesi con proroga di massimo altri 3 mesi).

L’organo di controllo societario o il Revisore sono tenuti a segnalare tempestivamente i segnali di crisi all’Organismo di Composizione, atto che li esonera dalla responsabilità delle conseguenze derivanti dall’omessa segnalazione.

Anche l’Agenzia delle Entrate e l’INPS contribuiranno attivamente alla prevenzione della crisi d’impresa, segnalando a loro volta alle aziende situazioni critiche, come ad esempio mancati versamenti di Iva al di sopra di determinate soglie o un grave ritardo nel versamento dei contributi.

Premi alle imprese “virtuose”

Il Codice prevede, inoltre, delle misure premianti, sotto forma di sgravi sulle sanzioni e i debiti maturati, in caso di tempestiva segnalazione all’OCRI (Organismo di Composizione di Crisi e Insolvenza) delle difficoltà finanziarie.

Entro quando bisogna adeguarsi?

Entro la fine del 2019 le S.R.L. e le società cooperative dovranno adeguarsi al Decreto e provvedere alla nomina di un Revisore Legale.

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ALCUNE FONTI CONSULTATE:

Gazzetta Ufficiale
Fisco e Tasse 
Il Sole 24 Ore
Informazione Fiscale
eDotto
Il Fallimentarista