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Gesca è smart! Lo smart working secondo… #Claudia

Gesca è smart! Lo smart working secondo... #Claudia
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Chiudiamo la serie di post dedicati allo #smartworking con la testimonianza di Claudia, Responsabile Comunicazione&Marketing di Gesca, smart worker convinta da anni e ambassador del #LavoroAgile 🙂

Si conclude la nostra serie di articoli sullo smart working, con i quali abbiamo cercato di trasmettere i valori del Lavoro Agile per le aziende e per i lavoratori.
Fra i più frequentemente indicati emerge quello del tempo, risorsa preziosa per tutti e per molte ragioni diverse: famiglia, interessi personali, benessere.

Ecco cosa ne pensa Claudia

LO SMART SECONDO #CLAUDIA 🙂

Ho chiesto io alla mia Direzione di poter praticare lo Smart Working.

Sono abituata a lavorare in questa modalità dal 2012. In passato non lo facevo in maniera sistematica, quanto piuttosto “on demand”, in periodi in cui era utile per gestire importanti impegni personali.
Nel 2017 dovevo occuparmi, fra le altre cose, di un progetto complesso: la revisione del sito web di Gesca.
Avevo bisogno di tranquillità e concentrazione per portare avanti quel compito, che non era possibile “incastrare” tra un’attività e l’altra, in giornate sempre molto dinamiche.

Così, chiesi di poter lavorare da casa 1 giorno a settimana. Per diversi colleghi era già una pratica abituale, quindi ebbi subito una risposta positiva alla mia richiesta.
All’inizio, individuai una giornata fissa all’interno della settimana. Poi, però, rendendomi conto di dover spostare o rinunciare spesso allo smart a causa di attività che richiedevano la mia presenza in ufficio, la Direzione mi diede la possibilità di organizzarmi in base alla mia agenda.
Grazie al Lavoro Agile, mi ritagliai uno spazio squisitamente dedicato al progetto.

Devo dire che questa scelta si è rivelata preziosissima. Tutt’oggi ripenso a quel periodo con grande soddisfazione: ho lavorato davvero sodo, in quelle giornate “speciali” e spesso ben oltre l’orario di lavoro, ma in modo così piacevole da non rendermene neppure conto!
Sicuramente il progetto mi appassionava particolarmente, ma il fatto di vivere la giornata in modo diverso rispetto al solito ha inciso moltissimo sulla mia produttività.
L’esperienza, anzi, è stata talmente soddisfacente che prosegue tuttora.
Il mio bilancio è quindi totalmente positivo.

Lavorando da casa risparmio:
Tempo, non dovendo affrontare il traffico del tragitto casa-lavoro (70 Km di puro stress, l’aspetto della mia giornata più pesante da gestire)
Energia, che posso dedicare a specifiche attività, senza disperderla su altre “non programmate”, come può accadere in ufficio
• Un po’ di carburante, che non guasta mai (soprattutto quando hai una macchina che è una spugna)
• Ore di permessi: ne servono molte di meno, se non si devono fare i conti con il traffico della Capitale
• La fatica dei tacchi alti 🙂

Inoltre, guadagno:
• una mezz’ora di sonno in più: mi sveglio più riposata ed inizio la giornata con il buonumore
• 1 ora in più, quella della pausa pranzo, che sfrutto per poter svolgere piccoli impegni quotidiani, senza dover concentrare tutto nel week end
• le fusa della mia gattina, felicissima di stare davanti al pc con me 😊
• più tempo per me stessa: leggere un libro, passeggiare nel parco, cucinare qualcosa di particolare, tutte cose impossibili negli altri giorni
• la gioia di mia madre, quando lavoro da lei e le faccio compagnia, anche soltanto con la semplice presenza in casa

Ecco perché la giornata smart rappresenta per me una specie di “isola felice”, uno spazio tutto mio, che dedico quasi esclusivamente alla parte “creativa” della mia attività.
Condivido quanto afferma un mio collega marketer:

Non si stacca mai la spina dal nostro lavoro. Non perché siamo stacanovisti, ma perché non si può “spegnere il cervello” 🙂

Riflettere, analizzare, studiare, sono aspetti del marketing che non è possibile “confinare”all’interno del classico orario 9-18.
Mi capita, infatti, molto spesso di avere delle idee o degli spunti da approfondire proprio quando non sto lavorando.
Con il portatile, il tablet o lo smartphone sono sempre connessa, posso accedere alle informazioni che mi servono e buttare giù appunti anche senza essere in ufficio.
Trovo sia un fatto del tutto normale, in un’epoca in cui, anche nella nostra vita privata, siamo abituati a fare qualsiasi cosa (comunicare, informarci, giocare, fare acquisti, sbrigare pratiche etc.) in qualsiasi momento.

Mi è capitato di sentire opinioni contrarie allo smart working, che impedirebbe la giusta separazione tra lavoro e vita privata.
A mio parere, tutto dipende dalla capacità di ognuno di organizzarsi; se si riesce a farlo, il lavoro smart non solo non sottrae tempo alla vita privata, ma anzi lo aumenta! Smart Working non significa affatto lavorare senza soluzione di continuità, ma semplicemente farlo in modo diverso, andando oltre il concetto stesso di tempo.
Al contrario del tele-lavoro, il Lavoro Agile non si basa sulle ore che trascorri davanti al pc, in un’ottica (ancora!) presenzialista, quanto piuttosto su quello che fai e come lo fai oltre che, ovviamente, sui risultati.

Se vogliamo, lo smart working non è neppure un concetto nuovo.
Faccio un esempio pratico: quando andavamo a scuola, studiavamo anche in momenti diversi dal “classico” pomeriggio. C’era chi lo faceva la mattina presto, a “mente fresca”, chi invece dopo aver fatto sport o giocato; chi, ancora, preferiva studiare dopo cena.

Alla fine, quello che contava era solo il risultato.

Finalmente questo modo di concepire il lavoro sta entrando sempre di più nelle aziende, piccole o grandi che siano.
Gesca propone alle organizzazioni soluzioni e tecnologie che abilitano il Lavoro Agile, ma non è solo per questo che ha esteso lo smart working alle proprie risorse.

Si tratta prima di tutto di un atteggiamento mentale, culturale, un cambio di paradigma che si è consolidato nel tempo grazie ad una visione “illuminata” della Direzione.
Non sto facendo marketing (ok, solo un pochino… 🙂 ), 
ma condivido pienamente la scelta, che sostengo con convinzione perché ne riconosco i reali benefici, sia per noi dipendenti che per l’azienda.

Buona produttività, tasso di assenteismo bassissimo, anche tra le risorserosa”, come testimoniato dalla collega Venada, ed un clima aziendale molto positivo e sereno.
Direi che non è poco, come risultato!

Concordo con quanto detto dai colleghi nei precedenti articoli.
Il nostro tempo è impegnato per la maggior parte dal lavoro. Quel che resta, che a quanto vedo è sempre meno per sempre più persone, va sfruttato al meglio.

Con lo smart working è possibile farlo: che si tratti di godersi i figli mentre crescono o, nel mio caso, una madre molto anziana, è davvero preziosissimo quel tempo in più che si riesce ad ottenere, lavorando smart.

Del resto, che il tempo sia il bene più prezioso nella vita di ciascuno di noi, lo ha spiegato, molto meglio di quanto possa fare io oggi, qualcuno piuttosto famoso….
Buona lettura!