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Gesca è smart! Lo smart working secondo… #Vania

Gesca è smart! Lo smart working secondo... #Vania
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Continuiamo a parlare di Lavoro Agile: ecco la seconda testimonianza di un’altra smart worker 😊. Nell’ambito dell’assistenza sugli applicativi gestionali, sono diverse le risorse (non solo rosa!) che già lavorano da tempo in smart, in maniera sistematica o in base a specifiche esigenze. In questo caso, però, si tratta di una prima esperienza. Vediamo come procede.

 

La seconda delle testimonianze raccolte sullo smart working è quella di Vania, Software Specialist dell’Area GescaSistemi.

Vania lavora da molti anni in questo settore, ma è alla sua prima esperienza di Lavoro Agile. Quando è stato avviato il progetto pilota qui in Gesca, anche lei ha deciso di aderire subito.

Di seguito potete leggere i pro ed i contro che ha personalmente rilevato lavorando in questa nuova modalità.

Leggiamo, dunque, com’è

LO SMART SECONDO #VANIA 🙂

Ho deciso di aderire al progetto smart working di Gesca perché secondo me è decisamente adatto alla tipologia di lavoro che svolgo. L’assistenza sugli applicativi è erogata online e telefonicamente; è dunque possibile lavorare praticamente da qualsiasi luogo.

È la prima volta che sperimento lo smart working e dopo diversi mesi posso dire che mi trovo benissimo.

Lavoro da casa 1 giorno a settimana.
Uno dei vantaggi più grandi che ho riscontrato è la maggiore concentrazione: in ufficio, tipicamente, capita spesso di essere interrotti da colleghi o per altre attività programmate.
A casa, invece, gestisco in autonomia le tempistiche e riesco a procedere più speditamente nell’evasione dei ticket.

Un altro vantaggio, per me molto importante, è quello di non dover affrontare il tragitto casa-lavoro. Abito a 30 Km dall’ufficio e con il traffico di Roma non è esattamente una passeggiata di salute!
Quando lavoro a casa inizio indubbiamente la giornata con un passo diverso (ed anche un umore, direi), perché affronto il lavoro senza  stanchezza o nervosismo.

Aggiungo, anzi, che quando lavoro in smart, spesso mi capita di essere operativa anche oltre l’orario convenzionale, perché non sono vincolata alle tempistiche dettate dal traffico del rientro.

Restando a casa guadagno tempo, cosa molto preziosa, credo per tutti.

Ad esempio, posso finalmente gestire i miei impegni personali, senza dover prendere ore di permesso in più di quelle necessarie, dovendo considerare i tempi del tragitto casa-lavoro.

Un altro aspetto positivo offerto dallo smart working è certamente la flessibilità.

La mia azienda, in particolare, mi lascia libera anche di scegliere il giorno in cui fare smart. Posso, quindi, organizzarmi in autonomia, pur nel rispetto delle esigenze lavorative.

Nel complesso, quindi, trovo che lo smart working sia un ottimo modo di lavorare, ma non per l’intera settimana.
Il confronto con i colleghi è importante, specialmente per il tipo di lavoro che svolgo. Nonostante tutte le tecnologie possibili per comunicare in real time (e in Gesca ne abbiamo davvero tantissime a disposizione!), a volte è preferibile scambiare quattro chiacchiere con un collega davanti ad un caffè.

L’unico svantaggio che posso indicare è legato alla disponibilità di connessione ad internet. Se ci sono problemi in tal senso, lavorando totalmente in remoto, il disagio è notevole. Devo dire, però, che questo vale per qualsiasi luogo in cui si opera, a maggior ragione un ufficio, dove spesso anche i centralini sono collegati a internet.

Per concludere, vorrei sfatare il mito del Lavoro Agile che fa rima con “facile”.
Lavorare smart non significa affatto lavorare di meno o senza controllo (con le tecnologie attuali, poi, è possibile tracciare davvero qualsiasi attività!), ma solo lavorare in modo diverso, al di fuori degli schemi convenzionali.

Personalmente lo trovo molto utile e stimolante.

Ringraziamo anche Vania per la sua testimonianza e vi aspettiamo per la prossima storia 🙂