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Gesca è smart! Lo smart working secondo… #Venada

Gesca è smart! Lo smart working secondo... #Venada
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Come conciliare il lavoro con la maternità? Ce lo spiega Venada, Software Specialist e mamma di due bimbi, che grazie allo smart working può organizzare e gestire più facilmente attività lavorative ed impegni familiari.

Smart working e maternità

Oggi riportiamo un’interessante testimonianza: quella di Venada, anche lei Software Specialist dell’Area GescaSistemi.

Venada è una “veterana”, in fatto di Lavoro Agile. Non fa parte, quindi, del nostro progetto pilota, ma in un certo senso ha contribuito ad introdurre, fra i primi, lo smart working in Gesca.

Anche lei, quindi, ha molto da dire sulla sua esperienza di smart worker.

Leggiamo, dunque

LO SMART SECONDO #VENADA 🙂

“Ho scelto lo smart working per esigenze personali diversi anni fa e, più recentemente, per conciliare lavoro e maternità.
Per me, quindi, l’esperienza del Lavoro Agile non è nuova.

Ho iniziato a lavorare in modalità smart nel 2012, quando ero impiegata in uno studio di Commercialisti.
Chiesi al mio titolare di poter fare smart working, perché volevo sperimentare una nuova modalità di lavoro, che mi permettesse di avere più tempo per me. Percorrevo, infatti, circa 100 Km per il tragitto casa-lavoro. Era, quindi, davvero complicato riuscire a ritagliarsi degli spazi per gli impegni quotidiani.
Anche l’aspetto economico ha inciso molto sulla mia decisione.

Mio marito, che già lavorava in Gesca e praticava lo smart working, mi suggerì questa possibilità.
Lo Studio era organizzato tecnologicamente per consentire il lavoro in remoto, quindi ne parlai al mio titolare.
Inizialmente, la mia richiesta venne accettata con qualche titubanza.
Poi, quando il mio responsabile si rese conto che la mia produttività era la stessa di prima, anche al di fuori dell’ufficio,  confermò anche in seguito questa modalità di lavoro senza alcun problema.

In seguito, sono stata assunta in Gesca e, nel 2015, dopo la nascita della mia prima figlia, ho chiesto alla Direzione di poter lavorare da casa, per poter conciliare il mio lavoro con il mio nuovo ruolo di mamma.
Fortunatamente la mia proposta è stata accolta subito senza alcuna obiezione, anzi con entusiasmo.

Ho iniziato così a lavorare 3 giorni a settimana da casa.

Il vantaggio più importante che ho avuto dal Lavoro Agile è stato quello di poter rientrare prima a lavoro dopo la maternità, limitando anche le assenze, inevitabili quando si hanno dei bambini molto piccoli.

Lavorare e contemporaneamente poter restare accanto ai miei figli quando, ad esempio, sono a casa con la febbre, è indubbiamente un grande vantaggio per me, come penso per qualsiasi madre, ma anche per l’azienda.
In questo modo, infatti, essendo comunque operativa da casa, riesco a non gravare sul team di cui faccio parte, che diversamente dovrebbe farsi carico anche dei miei ticket.

Come ulteriore vantaggio, ho ridotto le spese per il tragitto casa-lavoro.

Ho anche più tempo da dedicare non solo alla famiglia, ma anche ai miei interessi; perché lavorare è fondamentale per ognuno di noi, ma è altrettanto importante coltivare passioni ed affetti.

Lo smart working mi ha portato sicuramente molti benefici, ma a mio parere potrebbe diventare uno svantaggio, nel caso in cui si lavorasse esclusivamente da casa.
Ritengo molto importante il rapporto diretto con i colleghi. Prendere un caffè insieme favorisce il confronto e contribuisce a mantenere una relazione collaborativa e duratura nel tempo.

Da casa, comunque, lavoro benissimo; spesso mi capita di essere talmente concentrata da saltare il pranzo o mangiare velocemente un panino davanti al pc 🙂 , ma non lo considero affatto un problema; e a fine giornata, posso subito dedicarmi ai miei bimbi!”

Grazie a Venada per la sua testimonianza.
Alla prossima storia :-)!