+39 06 9040661
INFO@GESCA.IT

“F” come Formazione

by

Come è cambiato negli anni il concetto di formazione, come si apprende oggi, su quali canali, e che tipo di investimento occorre per avere formazione di qualità.Parliamo di formazione finanziata per le aziende, ancora poco conosciuta, ma accessibile a tutti e realmente a costo zero, attraverso i Fondi Interprofessionali. Tu sai come ottenerla?

F” come formazione

Oggi il concetto di apprendimento è cambiato profondamente.
L’insegnamento si è trasformato: da flusso monodirezionale, su modello top down, caratterizzato da una sostanziale passività di chi impara, a flusso circolare, inteso come scambio, confronto e condivisione.

In sintesi: partecipazione.

Dall’insegnamento all’apprendimento

È cambiato il punto di partenza del processo formativo.

Chi è destinatario della formazione lo è, sempre più spesso, per propria scelta e non solo perché l’azienda gli richiede di sviluppare o consolidare delle competenze specifiche.
Il dipendente, quindi, non è più solo “convocato” ad un evento formativo, ma diventa protagonista del proprio percorso di apprendimento, può esprimere all’azienda un vuoto di competenze che sente il bisogno di colmare e proporre tematiche di suo interesse, funzionali ad un’attività o un progetto sul quale deve lavorare.

Come si apprende

Nonostante l’ampio sviluppo dell’e-learning, l’attività formativa in presenza mantiene ancora un ruolo preponderante.

È cambiato, però, l’approccio e il metodo di lavoro.
Una formula molto apprezzata è quella del workshop, perché ritagliata sulla realtà concreta dei partecipanti, con un format molto pratico e finalizzato a fornire rapidamente la conoscenza di cui si necessita.

Anche a livello di approccio è avvenuto un cambiamento sostanziale.
Tecniche di comunicazione e strumenti sempre più ricchi, con format partecipativi che favoriscono il coinvolgimento, stimolano la creatività, lo scambio e la collaborazione.

Apprendimento 2.0

Le abitudini di fruizione delle informazioni sono cambiate.

Grazie alla digital transformation, l’apprendimento può avvenire in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.
Dall’e-learning alle community, dai social ai blog, il bisogno formativo viene esaudito sempre più spesso anche attraverso l’uso di questi canali.
Si cercano comunità di riferimento con le quali confrontarsi per capire come si affrontano determinate problematiche.
Si tende a trovare ambienti e modalità di apprendimento più informali e gradevoli, che possano fornire informazioni pratiche e funzionali a specifiche esigenze.

Perché formarsi

Che la richiesta di apprendimento parta dall’azienda o che venga fatta dal dipendente, è un dato di fatto che la formazione, da sempre necessaria al raggiungimento degli obiettivi dell’impresa, oggi è diventata indispensabile per affrontare i cambiamenti e la complessità con le quali conviviamo.

Un’impresa che non sviluppa conoscenza si chiude in se stessa e non crea le basi per lo sviluppo futuro.

In questo scenario, aumentano gli interventi di formazione individuale, come il coaching e il mentoring, per non disperdere la conoscenza e promuoverne la condivisione nei team.
Richiesto anche il Bilancio di Competenze, per aiutare i dipendenti a fare il “punto della situazione” sulla propria crescita professionale, utile sia per lo sviluppo della carriera che per la riqualificazione delle competenze o la ricollocazione sul mercato del lavoro.

Costo o investimento?

Perdura, in Italia, il concetto che la formazione sia un costo vivo, e non un investimento.

Le imprese faticano a trovare il budget per le iniziative formative, che vengono percepite come un’esigenza non prioritaria per l’azienda e quindi rimandata a “tempi migliori” o del tutto ignorata. La formazione e l’aggiornamento dei dipendenti è ancora visto, in molti casi, come l’erogazione di un bene (la conoscenza) che resterà appannaggio esclusivo di chi l’ha ricevuta e non come patrimonio comune da condividere e valorizzare all’interno del team per la crescita dell’impresa.

Superato questo gap culturale, però, resta sempre l’aspetto economico: la formazione è un investimento, e deve essere un investimento di qualità alta.

A questo proposito: quante aziende sanno dell’esistenza dei Fondi Interprofessionali destinati alla formazione?

Si tratta di uno strumento, creato dalla Legge n.388/2000 che consente alle aziende di fare formazione professionale continua e gratuita ai dipendenti.
Un’azienda può scegliere di destinare una quota pari allo 0,30% dei contributi previdenziali che versa all’INPS per finanziare iniziative di formazione e aggiornamento dei lavoratori a cui far accedere i propri dipendenti.

Formazione finanziata con i Fondi Interprofessionali

Anche se l’azienda è di piccole dimensioni, si può unire ad altre piccole realtà per fare “massa critica”, presentare un progetto formativo comune ed ottenere fondi per finanziarlo.

Ogni anno, 10 milioni di lavoratori vengono formati gratuitamente grazie ai Fondi Interprofessionali

Se sei interessato ad approfondire l’argomento o necessiti di supporto per verificare di quanto dispone o potrebbe disporre la tua azienda sul Conto Formazione, puoi compilare il form qui sotto oppure scrivere a formazione@gesca.it

Potrebbe interessarti anche questo articolo


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *