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Smart working e l’emergenza Coronavirus

smart working telelavoro
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Torniamo a trattare, come da molti anni a questa parte, di smart working.
Lo facciamo a proposito di un evento di cui non avremmo mai voluto parlare, ma che sta inevitabilmente catalizzando l’attenzione di tutti: il Coronavirus. In questo caso, sono le Istituzioni ad indicare come la tecnologia può concretamente aiutare in momenti di difficoltà, come quello che tutti noi stiamo vivendo.

Smart working e l’emergenza Coronavirus

Riprendiamo il comunicato del Ministero della Salute di alcuni giorni fa relativo al Coronavirus, con il quale si informa che i dipendenti delle aziende che si trovano nelle aree a rischio potranno lavorare in modalità smart working, al fine di arginare la diffusione del contagio.

Lo prevede il decreto attuativo del Decreto Legge 23 febbraio 2020 n.6, recante le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Tale disposizione consente ai dipendenti assunti con rapporto di lavoro subordinato di svolgere la propria attività lavorativa in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza

Da qualsiasi parte la si guardi, la situazione contingente sta portando notevoli disagi in tutti i settori, nessuno escluso.
Potremmo fare mille esempi di come tutte le organizzazioni, direttamente o indirettamente, siano impattate da quanto accade e dai provvedimenti che si stanno attuando per gestire questa criticità.

Uno fra molti è relativo alle disposizioni che invitano ad evitare luoghi affollati, assembramenti e contatti troppo ravvicinati, che sta facendo saltare uno dopo l’altro gli eventi programmati di ogni tipo.

Analogamente, la chiusura delle scuole e delle università è fonte di grande disagio, perché costringe ad una riorganizzazione della propria routine quotidiana, personale e lavorativa.

Sfortunatamente, lo smart working non è la panacea di tutti i mali; ci sono delle attività, lo abbiamo detto più volte, che non è possibile svolgere da remoto.

Vogliamo, però, provare a dare un punto di vista diverso, che parte dalla nostra esperienza, quella dei nostri clienti e, in generale, degli stackholders che ruotano intorno alla nostra organizzazione.

Le aziende e l’emergenza

Le crisi possono essere trasformate in opportunità; il che non significa speculare o sfruttare biecamente i timori di tutti a proprio favore, ma provare a rivedere alcuni processi, inventare nuovi modi per fare le stesse cose, trasformandole in funzione degli scenari che mutano.

Non parliamo, quindi, solo di smart working, ma in generale di come è possibile gestire alcune attività da remoto, sfruttando la tecnologia che già abbiamo a disposizione, ma che magari utilizziamo solo in parte o di cui non conosciamo tutte le potenzialità.

Facciamo un esempio pratico: riunioni ed eventi sono nella lista nera delle attività da evitare. Mentre scriviamo è apparsa una mail che ci informa di tutti gli eventi cancellati o rimandati a causa del Coronavirus.
Come fare, quindi, a proseguire il lavoro, nonostante tutto?

Smart working e telelavoro per i dipendenti

Esistono e vengono utilizzate già da tempo soluzioni per “virtualizzare” alcune attività.
Qualche settimana fa, quando ancora non era “scoppiato il caso Coronavirus” ai livelli di questi giorni , sul nostro blog abbiamo parlato proprio di collaboration, di come condividere documenti o partecipare a riunioni da remoto, senza doversi recare necessariamente sul posto di lavoro.
Anche gli eventi, allo stesso modo, possono essere gestiti attraverso strumenti che ne permettono lo svolgimento puntuale, pur senza la presenza fisica dei partecipanti.

Le scuole, ad esempio, già in molti Paesi stanno sfruttando diverse piattaforme per la didattica da remoto. Anche in Italia la didattica a distanza ha superato, in alcuni casi, la fase sperimentale ed in questi giorni anche il MIUR si è prontamente attivato per supportare gli Istituti nell’affrontare l’emergenza.

I vantaggi dello smart working sono ormai noti, basta fare un giro su internet e sui social per rendersi conto che non solo il lavoro agile non è un tema nuovo, ma in moltissime organizzazioni è già da tempo una realtà più che consolidata.
A maggior ragione, quindi, in una fase critica come questa, conviene documentarsi, interrogandosi in che modo possiamo sfruttare questo modello, ciascuno per il proprio lavoro.

Si tratta di ridisegnare dei modelli operativi ormai consolidati, o di usare strumenti ai quali non siamo abituati, ma fortunatamente le risorse tecnologiche ci sono, sono velocemente disponibili e ci permettono di proseguire, almeno in parte, con il nostro lavoro.

Perché restare fermi è un’alternativa che proprio non ci possiamo permettere.

Come abilitare allo smart working ed al telelavoro i dipendenti

I nostri clienti Flexcloud sono già abilitati in modo nativo per far lavorare in smart working le proprie risorse. Chi ancora non lo ha fatto, può richiedere qui le istruzioni per attivare la modalità smart

 

Sono un cliente, mandatemi le istruzioni

 

Se sei un imprenditore e stai cercando una soluzione per lo smart working, dacci alcuni dettagli sulla tua attività per permetterci di aiutarti il più velocemente possibile

 

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Fonti

Ministero della Salute

Repubblica.it

Miur

Sullo smart working

https://www.gesca.it/smart-working-2019-come-va-con-il-lavoro-agile-in-italia/

https://www.gesca.it/smart-working-lavoro-agile/

https://www.gesca.it/convegno-lavoro-agile-13-dicembre-roma/

https://www.gesca.it/13-dicembre-prima-giornata-a-roma-lavoro-agile/

https://www.gesca.it/esigenze/infrastrutture-it-e-cloud/smart-working/

https://www.gesca.it/cosa-penserebbe-seneca-dello-smart-working/