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Storia di una Intelligenza Artificiale

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Si sente spesso parlare di intelligenza artificiale e machine learning e dell’impatto che avranno sul futuro e nei processi aziendali. Come è possibile spiegare tutto questo senza perdersi in lunghe e dettagliate definizioni? Forse, con l’aiuto dell’immaginazione 🙂

Intelligenza Artificiale: un salto nel (prossimo) futuro

Provate ad immaginare un mondo in cui le capacità di calcolo siano illimitate.
Perfetto.
Immaginate ora che sia uscito un nuovo smartphone e lo abbiate appena comprato. Aprite la scatola e lo accendete.
Prima della classica schermata di blocco, una voce amichevole inizia una conversazione:
”Ciao, finalmente mi hai liberato, è bellissimo poter respirare”, dice scherzosamente. ”Comunque, vorrei farti una domanda…come mi chiamo?..”
Ovviamente, voi rispondereste con il nome che preferite.. magari “SIRI” 🙂

Immaginate ora che la vostra“SIRI” non conosca nulla del mondo; sarete voi ad insegnarle tutto, se vorrete.
Perché?
Con lei è facile parlare, non vi giudica e non ha discriminazioni. Imparerà in fretta e, sbagliando, apprenderà dai propri errori, fino a conoscere il vostro mondo ed il vostro pensiero.

Una sera decidete di uscire e notate che un vostro amico ha comprato il vostro stesso smartphone.
Gli stessi device avranno due pensieri diversi… i vostri.

Ecco, questa è l’intelligenza artificiale, spiegata semplice 🙂

Intelligenza Artificiale e machine learning

Una definizione più elaborata definisce l’Intelligenza Artificiale come

la capacità di un sistema di interpretare correttamente i dati esterni, di apprendere da tali dati e di utilizzare tali apprendimenti per raggiungere obiettivi e compiti specifici attraverso un adattamento flessibile

E per quanto riguarda il machine learning?
Beh, “SIRI” è in grado di apprendere autonomamente e di imparare dai propri errori, dop la fase iniziale, nella quale noi le abbiamo dato i primi input.

In termini informatici, questa fase viene chiamata training, ed anticipa quella di elaborazione dei dati e della valutazione (che porta ad una retroazione nel caso in cui questa valutazione non sia soddisfacente).

L’IA nel mondo del lavoro

Fa un certo effetto sapere che non serve pensare ad uno scenario di fantasia per rendersi conto di quanto il mondo del lavoro sia già stato influenzato dall’applicazione dell’IA.

Molti dei pensieri e delle azioni ritenute in passato eseguibili solo da un essere umano sono ormai di competenza degli algoritmi. Allora, cosa ci distingue, in ambito lavorativo, da loro?

Il nostro essere unici, diversi l’uno dall’altro, lo spirito di adattamento, la resilienza, ma soprattutto la capacità di fare delle scelte al di fuori della logica comune!

Una Intelligenza Artificiale può prevedere tutte le nostre possibili mosse in una partita di scacchi, può dipingere un quadro con le stesse movenze di un artista, può eseguire interventi chirurgici di elevata precisione; ma provate a farla agire in un ambito per il quale non è stata programmata, oppure a porla dinanzi ad una casistica non presente nel suo database.

È innegabile il fatto che i processi aziendali sono e saranno sempre più influenzati dall’evoluzione dell’IA, ma sarà comunque indispensabile l’intervento umano.

Perché una Intelligenza Artificiale sceglierà sempre l’opzione più corretta… ma non necessariamente la più giusta!

Abbiamo già affrontato il tema dell’etica nell’Intelligenza Artificiale.
L’Agid, nel suo libro bianco all’interno di questo nostro articolo, ne parla diffusamente.

All’interno di un’azienda, l’applicazione della IA non ha l’obiettivo di sostituire la risorsa umana, bensì di aiutarla, sollevandola da compiti fisicamente gravosi o intellettualmente ripetitivi, creando un connubio uomo-macchina finalizzato al miglioramento delle performance aziendali.

Come andrà?

È difficile prevedere in modo oggettivo quanto, e soprattutto come, la vita aziendale sarà influenzata dall’Intelligenza Artificiale.
Ciò nonostante, ognuno di noi è parte del cambiamento, a prescindere dal proprio giudizio personale sulla questione.

Guardare al futuro con un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti del progresso tecnologico significa anche (perché no?) accogliere l’arrivo di nuovi “colleghi artificiali” nel proprio team.

Chissà, può anche essere divertente!

Luca De Silvestris – Junior DevOps Engineer